Punta Campanella

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Punta Campanella

Punta Campanella


Estrema propaggine sud orientale del costone roccioso della penisola sorrentina la Punta della Campanella è senza dubbio uno dei luoghi più simbolici della costiera. In quanto racchiude una sintesi perfetta di tutti gli aspetti caratteristici di queste terre: bellezza paesaggistica. Storia. Tradizioni e leggende. La punta è raggiungibile via terra con una piacevole e rilassante passeggiata per sentieri campestri. Ed il panorama di cui si può godere una volta arrivati vale da solo ogni passo del cammino. Nei giorni più limpidi il promontorio sembra quasi sfiorare l’isola di Capri. Da cui è separata solo dal piccolo fazzoletto di mare della Bocca Piccola. Ad est invece si affaccia sulla suggestiva baia di Ieranto. Mentre alle sue spalle si erge il monte S. Costanzo della catena dei Lattari. Per la sua strategica posizione geografica questa punta vanta inoltre un intenso passato storico. Nei suoi dintorni sono state infatti rinvenute le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in costiera. Risalenti al paleolitico medio e al mesolitico. I libri di storia invece affermano che in epoca greca la punta fosse conosciuta come promontorio Ateneo; secondo la Geografia di Strabone (I sec a.C.) .infatti. Fu proprio qui che Ulisse edificò il tempio in onore della dea Atena. Sebbene sia impossibile provarne la fondazione da parte del mitico eroe Omerico. L’archeologia ha confermato la presenza di un tempio greco su questo promontorio. Che probabilmente in epoca romana fu convertito al culto della dea Minerva. Oggi a Punta della Campanella. Oltre ai reperti archeologici. è ancora conservata una delle torri di avvistamento che Roberto d’Angiò fece costruire nel 1335 per prevenire gli attacchi dei pirati .e che fu ricostruita nel 1566 quando furono rinforzate tutte le strutture difensive in seguito al devastante saccheggio operato dai Saraceni. Alla bellezza naturale e alle testimonianze storiche si aggiungono poi anche le tradizioni e le leggende popolari legate al nome di questo promontorio. Secondo alcuni questa particolare denominazione deriverebbe dalla presenza nella torre Minerva di una campana che i soldati di guardia suonavano in caso di avvistamento di navi pirata; secondo altri invece il nome di questa punta sarebbe da ricollegarsi ad uno degli eventi miracolosi di S. Antonino. La legenda racconta che i Saraceni durante il loro saccheggio avessero trafugato la campana di bronzo che era collocata nella chiesa del Santo Patrono di Sorrento. Mentre si allontanavano dalla costa però. La nave su cui era stata caricata la campana rimase indietro rispetto alle altre. Come se una forza misteriosa le impedisse di superare la punta e navigare al fianco del resto della flotta che procedeva senza difficoltà. L’equipaggio cominciò allora a buttare in mare parte del carico per alleggerire l’imbarcazione. Ma solo nel momento in cui fu gettata nelle acque la campana di bronzo di S. Antonino la nave potè magicamente riprendere la sua navigazione. E c’è chi sostiene che ancora oggi. Il 14 Febbraio. Giorno della festa del Santo Patrono di Sorrento si sentano i rintocchi di una campana provenire dal fondale marino.








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