Olio di Sorrento

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Olio di Sorrento

Olio di Sorrento


La coltivazione dell’olio. Come quella della maggior parte dei prodotti tipici della costiera.vanta anch’essa origini antichissime. Sebbene ci siano tesi discordanti. Dal punto di vista storico. Su chi siano stati gli abitanti della penisola sorrentina prima dei greci. Non ci sono dubbi che queste popolazioni conoscessero e apprezzassero la coltivazione degli olivi che gia allora caratterizzavano la vegetazione delle terre della penisola. Sono numerosi infatti i ritrovamenti archeologici che testimoniano come i greci prima. E i romani poi. Fossero soliti consacrare alle loro divinità once di olio come offerte votive. Il che comprova la tesi secondo cui. All’arrivo degli elleni nel golfo. La coltivazione degli olivi fosse già abbondantemente diffusa. La produzione di olio è andata poi accrescendosi nei secoli fino a far diventare l’olio di Sorrento uno dei più noti d’Italia. Tanto che proprio le terre della Campania .ed in particolare della penisola sorrentina. Sono diventate negli ultimi anni teatro della manifestazione “sirena d’oro” dedicata proprio alla celebrazione della qualità dell’olio italiano. Grazie alla sua qualità. L’olio della penisola sorrentina . Ha ottenuto il riconoscimento del marchio DOP di origine protetta. Questa è senz’altro una importante garanzia per un prodotto che rappresenta una fonte basilare nell’economia della costiera. La produzione di olio in penisola. Oltre che ad un commercio di esportazione. è fortemente legata all’economia territoriale. Sono tantissime infatti le aziende di medie o piccole dimensioni incentrate su questa produzione. Tanto che l’olio casereccio rappresenta un prodotto base di ogni agriturismo che si rispetti nelle terre di Sorrento e dintorni. Un riconoscimento come il DOP aggiunge senz’altro un plus valore al lavoro di tutte queste piccole imprese locali che continuano a produrre olio artigianalmente. Conservando intatte le tradizioni che da secoli vengono tramandate. Caratteristica è la raccolta delle olive che. Effettuata tra ottobre e dicembre. Avviene ancora manualmente aggiungendo un particolare tocco di folclore alle terre della penisola che vedono nel periodo autunnale i loro uliveti riempirsi di reti colorate usate dai coloni per la raccolta dei frutti. Che poi vengono trasportati ai vari frantoi per la macerazione effettuata con tecniche tese a preservare la particolare aroma delle olive sorrentine.








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